Baby Pit Stop Unicef


I Baby Pit Stop, o BPS, sono ambienti protetti studiati su misura di mamma e lattante. L’idea è partita da La Leche League: il progetto ha visto la luce nel 2004 nella città di Fano, nelle Marche.

Allattare è un gesto semplice e naturale che tutte le mamme dovrebbero poter fare ovunque: non ci sono orari fissi, né un numero definito di poppate nell’arco della giornata. Esistono molteplici modi di allattare ed è difficile per le mamme prevedere dove e quando il bambino chiederà di nutrirsi.

Il punto è che fermarsi ad allattare al seno in pubblico non è sempre facile. In più i bimbi spesso non hanno orari fissi, quindi prevedere le loro richieste non è affatto semplice. Il Baby Pit Stop è uno spazio offerto da negozianti ed enti pubblici in cui è possibile allattare in tranquillità. Sebbene, non sia fondamentale avere uno spazio-nascondiglio lontano da occhi indiscreti, è importante, sostiene ancora la Leche League, che esistano luoghi appositamente dedicati.

I Baby Pit Stop UNICEF (BPS) sono ambienti protetti, in cui le mamme si sentono a proprio agio per allattare il loro bambino e provvedere al cambio del pannolino. Per questo l’UNICEF Italia, nell’ambito del Programma Insieme per l’Allattamento, si pone come obiettivo di realizzarne su tutto il territorio italiano, a cominciare dalle proprie sedi locali.

Questa idea è stata diffusa e accolta da molti per sostenere una cultura amica dell’allattamento e promuovere il nutrimento neonatale attraverso il latte materno.

Anche chi non è appassionato di Formula 1 e motori, avrà sentito almeno una volta nella vita parlare di pit stop. Si tratta del momento in cui i piloti delle vetture tornano ai box. Il team effettua controlli sulla macchina. Una rapidissima pausa per far ripartire l’auto al meglio, un po’ come quando con il neonato si cerca un posto tranquillo per allattare e cambiare il pannolino. Da qui nasce il nome Baby Pit Stop, cioè una sosta pensata per dare al piccolo quello di cui ha bisogno.