Mamma anch’io


Si dice “sarò mamma” in realtà “sono mamma”, già dal primo mese di gravidanza. Il nostro corpo è fatto per accogliere una nuova Vita e l’attesa di un bimbo è un banco di prova ed è piena di fragilità emotiva. Siamo le custodi della Vita, che tramandiamo di madre in figlia. Il figlio, che nasce, ci fa vedere “oltre” perché racchiude in sé la scienza del mistero della Vita che va formandosi, ed ha diritto e dignità umana, come tutti noi.

La gravidanza rappresenta un momento estremamente delicato e importante nella vita di una donna. Subito dopo il concepimento, il cervello femminile inizia a trasformarsi e durante tutta la gravidanza è intriso di neurormoni prodotti dal feto e dalla placenta. Studi effettuati con la risonanza magnetica nucleare dimostrano che, mentre lo spermatozoo penetra nell’ovulo, il cervello appare ancora in uno stato di normalità, mentre già due settimane dopo la fecondazione, quando l’uovo si impianta nella parete uterina e si attacca alla circolazione sanguigna della madre, nel cervello materno inizia a verificarsi una serie di cambiamenti ormonali. I livelli di progesterone aumentano sia nel sangue che nel cervello, e i circuiti cerebrali si rilassano. Mentre il corpo è occupato nella gestazione fisica del feto, con i cambiamenti che si susseguono nei nove mesi, ha luogo anche una serie di cambiamenti psicologici. Aspettare un bambino rappresenta per la donna sia una fase di sviluppo che un’esperienza di crisi, in quanto comporta un grande cambiamento maturativo. Questo processo trasformativo è accompagnato da una sorta di confusione relativa alla propria identità, che si deve riassestare e trovare una maggiore stabilità. In effetti, alla nascita fisica del bambino corrisponde la nascita psicologica della mamma.

Il nostro Centro, in salita di Gretta,4/A,e un Baby Pit Stop Unicef, un punto per l’allattamento

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