Resoconto degli incontri del corso ed. 2016


Corso di formazione (2016)
“Facciamo crescere il nostro futuro”

Il 31° Corso di Formazione “Facciamo crescere il nostro futuro”, presso il Centro Servizi Volontariato – Sala Matteucci – in via Besenghi 16, presso l’ex Seminario Vescovile.

Sesto incontro: 24 novembre 2016 – “Il CAV ed il territorio”
Relatore: Carlo Grilli – Assessore delle politiche sociali del Comune di Trieste
Verranno illustrati gli aiuti e gli interventi che possono essere messi in atto per le donne in gravidanza in stato di difficoltà, da parte dei Servizi Sociali del Comune di Trieste.

L’assessore alle politiche sociali del Comune di Trieste, Carlo Grilli, è intervenuto al nostro sesto incontro del Corso di Formazione 2016.
Ha premesso che la legge italiana sulla gravidanza ha ancora molto da sviluppare e che per aiutare le donne, ma in genere le persone in difficoltà, ci vorrebbero strumenti più leggeri, veloci ed efficaci. I bisogni più richiesti sono la casa, il lavoro ed i servizi, ma si nota che molto spesso la popolazione ha difficoltà a chiedere aiuto. Quando si parla di denaro pubblico, non è importante quanto si spende (poco o molto), l’importante è spendere bene. Si sta studiando un progetto per la mono-genitorialità, dove attraverso una solidarietà reciproca si possa dare una risposta a situazioni complesse ed estremamente fragili.
Il volontariato è una risorsa, perchè fa da tramite, tra il cittadino in difficoltà e le istituzioni.
L’assessore ha accennato alla Legge 15 ed ai Piani di Zona.
Molti sono stati gli interventi da parte degli uditori: al centro del dibattito c’era sempre la donna e la difficoltà di gestirsi con i figli nell’attuale società, ed ancor prima quando si trova nell’indecisione della scelta tra lavoro e figlio, lavoro che molto spesso è una necessità per entrambi i coniugi.

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Resoconto del 5° incontro: 17 novembre 2016 – “La relazione di aiuto”
Relatore: Nicoletta Neri Zannerini – presidente del CAV di Trieste
Si entra nel vivo della nostra attività: accoglienza, ascolto, accompagnamento, capacità di comprendere i problemi, identificarli e trovare possibili soluzioni … sempre al fianco delle donne.

La Presidente Nicoletta Neri Zannerini ha parlato in questo incontro della relazione d’aiuto. Ne ha spiegato “la storia” e la trasformazione nel tempo da “forma di carità” a “servizio sociale”. Ha citato Carl Rogers ed infine ha reso più palpabili le parole attraverso situazioni vissute, portate ad esempio.

La relazione d’aiuto si crea attraverso il
colloquio che
non è una conversazione
non è una discussione
non è un’intervista
non è un interrogatorio
non è un discorso
ma è un’empatia (capacità di identificarsi con un’altra persona in una determinata situazione), dove la persona è libera di esprimersi ed attraverso le sue parole ci racconta il proprio vissuto. La relazione è sempre a due, l’iniziativa va sempre lasciata alla donna, che viene da noi. Prende importanza il nostro comportamento, il tono della voce, lo sguardo; noi volontarie dobbiamo soprattutto essere noi stesse e cercare di capire i problemi della persona che abbiamo di fronte.

La persona, che si presenta al CAV vive una sofferenza e vuole trovare al CAV un po’ di conforto. Quando accogliamo la donna, accogliamo anche il suo bambino… ma accogliamo anche tutte le sue indecisioni e fragilità, per questo motivo noi siamo sempre e comunque al fianco della donna.
Benvenuta, grazie di aver pensato a noi!

La Presidente e relatrice

La Presidente e relatrice

Resoconto del 4° incontro: 10 novembre 2016 – “Sessualità, Affettività e Responsabilità
Relatore: Manuela Fabro – docente
Un’insegnante mette a disposizione la sua esperienza nella scuola a contatto con le problematiche che gli studenti, di volta in volta, pongono sul delicato tema dell’educazione sessuale.

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Resoconto del 3° incontro: 27 ottobre 2016 – “Il bambino prima di nascere”
Relatore: Oriana Franceschin –Psicologa prenatale
Questo intervento documenta, attraverso una presentazione multimediale, lo sviluppo e la crescita del bambino durante la gravidanza. Dopo le emozioni della mamma assisteremo alla vita del bambino dentro la pancia.

Questo incontro è stato in un certo senso complementare a quello precedente della dott. Mullich. La dott. Franceschin ci ha fatto vedere le competenze del bambino dentro la pancia, il suo sviluppo, durante i nove mesi di gestazione; ci ha fatto notare come il bambino attraverso il nutrimento della madre riesce a distinguere i “gusti” e l’analogia di certe espressioni del bambino prima e dopo la nascita, facendo un confronto sui gesti, le smorfie e i sorrisi …poi la nascita…la necessità di continuare il contatto tra madre e figlio.
Non solo questo: ha anche spiegato i problemi che sorgono nel feto, quando una madre assume fumo, alcool e droga. Inoltre ha spiegato la necessità di conoscere, confrontare e valutare nei controlli dopo la nascita vari aspetti e situazioni che si presentano, perchè “la nostra quotidianità diventa un luogo della scienza”.

Il bambino prima della nascita

Il bambino prima della nascita

Resoconto del 2° incontro: 20 ottobre 2016 – “Emozioni in gravidanza”
Relatore: Laura Mullich – psicologa psicoterapeuta
Verrà trattato il tema universale della maternità, con particolare attenzione ai vissuti emozionali che una donna sperimenta nelle varie fasi dell’attesa di un bambino, e le loro implicazioni nella gestione delle varie situazioni personali e relazionali.

Un incontro particolare:

Si è partiti dalla Genitorialità (essere genitori, perché? – quando si diventa genitori?)

Si è parlato della mamma che anche se non sa di essere mamma e non ha ancora accettato bene o male il suo bambino, già è cambiata ed il suo sentire è sentito anche dal bimbo. Ormai  il bambino c’è! …e sembra incredibile come questo piccolo e minuscolo essere, quasi impercettibile, senta tutte le sofferenze, gli stress e le gioie della madre. Nello spiegare l’unione tra le due cellule che poi originano la vita di un nuovo essere umano è stato divertente il siparietto dell’ovulo (femmina) profumato, che corteggia lo spermatozoo (maschio).

Non sempre le gravidanze vanno a buon fine: ci può essere un aborto spontaneo oppure un’interruzione di gravidanza. In entrambi i casi non si sta bene, ma mentre nel primo caso il mal stare si verifica quasi subito e poi si stempera, nel secondo caso i sensi di colpa e di rimorso possono nascondersi all’inizio e  venir fuori anche dopo tanti anni ed inaspettatamente. Quando il bimbo nasce c’è il bimbo e la mamma. I manuali ed i libri possono dare mille indicazioni e consigli sul modo di gestire il neonato, ma solo la mamma sa stare “naturalmente” con il proprio figlio… perché la donna-mamma ha il compito di difendere e tramandare la vita IERI, OGGI e DOMANI.

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Resoconto del 1° incontro: 13 ottobre 2016 – “Perché il Centro di Aiuto alla Vita?”

Relatore: Pino Morandini – magistrato e vicepresidente del Movimento per la Vita italiano
Nell’incontro verranno illustrati la Visione e i Valori nei quali ci riconosciamo, le motivazioni che hanno fatto sorgere i Centri di Aiuto alla Vita e la loro attualità.

Nel primo incontro del 31° Corso di Formazione è intervenuto il vice presidente vicario del Movimento per la Vita Italiano, Pino Morandini. Ci ha illustrato le motivazioni che hanno fatto sorgere il primo C.A.V. e via, via tutti gli altri fino ad arrivare a quota 315. Sono passati più di quarant’anni, i costumi sono cambiati, ma le nostre motivazioni rimangono intatte.
Pino Morandini ha parlato della vicinanza che noi come C.A.V. diamo alle donne, che si rivolgono a noi, donne per lo più sole con una gravidanza difficile da affrontare; ha parlato delle difficoltà di far emergere le ragioni della vita in una società edonistica, nella quale le apparenze prendono il posto dei valori, nella quale è più importante avere che essere, nella quale le attenzioni per le persone più deboli non sono una priorità. Si è soffermato a parlare anche della legge 194 insistendo sul fatto che da quando l’aborto è stato “legalizzato” si pensa che l’interruzione della gravidanza essendo “lecita” sia diventata anche etica, mentre un aborto resta “ab-orto” (dal latino non nato) anche se “legalizzato”, con tutte le conseguenze sulla salute fisica e psichica della donna.
Ha concluso con una frase di speranza, invitando le future volontarie ad accompagnare le mamme nel meraviglioso progetto di accogliere una vita con gentilezza, umanità, sensibilità… con il cuore!