Perché Marisa?


Perché MARISA?

Marisa

Marisa

 

 

Marisa Madieri Magris: a lei è intitolato il Centro di Aiuto alla Vita di Trieste.

 

Al suo ricordo ed ai suoi spunti di riflessione  facciamo ancora riferimento per non perdere mai l’orientamento nel nostro operare. Ci ha insegnato l’amore per gli ultimi e la passione per il bambino non ancora nato, in nome del quale lei era disposta a tutto.

Marisa è stata una delle prime volontarie del C.A.V., e con il suo esempio ci ha spiegato quanto siano importanti la competenza e la professionalità, ma solo se unite ad un atteggiamento di accoglienza e di amore. Marisa ha operato fra noi sempre con la gioia e la serenità che le sue profonde convinzioni le davano, ed è rimasta con noi fino all’ultimo. La sua fondamentale partecipazione è stata interrotta solo dalla sua morte il 9 agosto del 1996.

 

Anche oggi le volontarie del Centro di Aiuto alla Vita “Marisa” si impegnano gratuitamente con passione e solidarietà ad aiutare le donne che, in una situazione di difficoltà, decidono di portare avanti la gravidanza e far nascere il loro bambino. Oramai molte non hanno avuto la fortuna di conoscere Marisa, se non nei racconti delle volontarie più anziane, ma la sua presenza è ancora viva tra di noi ed anche se non l’abbiamo conosciuta ci sembra di vedere il suo sorriso  e di sentire i suoi suggerimenti chiari e decisi.

 

Da un suo libro leggiamo: …il mio impegno è sul confine tra la vita e la morte … e taccio del mio smarrimento quando un bambino non può essere salvato o della gioia che provo quando ad un altro è concesso, per amore, di rimanere tra noi…  Marisa si rammaricava che “-chi opera per la vita nascente, nel descrivere il proprio agire, si trova a dover giustificare le finalità che si propone, come se il concepito, non fosse universalmente riconosciuto obiettivo degno dell’impegno di un volontario-

 

Vent’anni sono passati …non invano:

Nel 2015 l’iniziativa ‘Uno di noi’ ha raccolto oltre 2 milioni di adesioni (1.894.623 validate e consegnate) in tutti i Paesi d’Europa. Essa chiedeva che le Istituzioni europee riconoscessero il concepito come un essere umano, e cioè come ‘Uno di noi’.

Il 4 agosto 2016:Sentenza storica in Irlanda: bambino concepito è “Uno di noi”.

Un giudice dell’Alta Corte ha stabilito che il concepito ha tutti i diritti previsti dalla Costituzione.