Finalità


Il primo diritto umano è il diritto alla vita

Il CAV di Trieste è stato costituito il 18 dicembre 1978 in un periodo estremamente delicato dopo l’approvazione della legge 194 sulle “Norme per la tutela sociale della maternità e sull’interruzione volontaria della gravidanza”.
Allora, la scelta fatta rappresentò una terza via tra la lotta ad oltranza a favore dei “nuovi diritti civili” e la rassegnazione: si scelse di impegnarsi concretamente per la difesa della vita nascente, a fianco di donne e coppie in difficoltà a causa di una gravidanza inattesa o comunque difficile.
Contrariamente a quanto molte persone possono pensare, non conoscendo a fondo i principi di base che regolano l’attività del CAV, esso opera nell’assoluta osservanza della legge 194, la quale invita a cercare di evitare l’aborto rimuovendo le cause e superando le difficoltà che spingono nella sua direzione.
Il Centro non forza la volontà di nessuno: accoglie e ascolta le donne in crisi e le aiuta a rimuovere le cause che le inducono a ricorrere all’ interruzione volontaria della gravidanza. L’aiuto offerto dal CAV non si limita al momento della gravidanza e della nascita di un bambino. Il bimbo che nasce, soprattutto il bimbo che viene alla luce fra difficoltà che avrebbero potuto impedire la sua esistenza, va aiutato e seguito insieme ai suoi genitori fino a quando ne ha bisogno.
Il CAV si preoccupa di assistere genitori, mamme sole con bambini, di trovare loro una sistemazione laddove dovesse mancare, di aiutarli a trovare un lavoro, fonti di sostentamento, e di occuparsi dei bambini quando le mamme lavorano, oltre, ovviamente, ad assicurare presenza, ascolto e sostegno psicologico e morale.
A titolo gratuito il Centro Aiuto alla Vita offre:

  • consulenza medica generica e specialistica, specie nei casi di gravidanze a rischio;
  • ospitalità presso famiglie, istituti o comunità alle donne costrette a lasciare la famiglia e prive di alloggio, ricorrendo a strutture prossime o distanti al luogo di residenza;
  • sostegno al fine di identificare, anche con l’aiuto di specialisti, le eventuali cause di non accettazione della gravidanza;
  • assistenza dei bambini sia in fase prenatale che postnatale;
  • aiuto domestico, sempre su base volontaria, in caso di necessità;
  • azione di responsabilizzazione nei confronti del padre e/o dei familiari al fine di evitare che tutto il peso della maternità difficile ricada sulla donna;
  • aiuto nella ricerca di fonti di sostentamento stabili per la madre o per i genitori in difficoltà o disoccupati;
  • azioni di sensibilizzazione nei confronti del valore della Vita fin dal concepimento e di promozione di una cultura dell’accoglienza e della solidarietà.

 

IO sono unico e irripetibile                                           Al fianco delle donne