Chi siamo


Il CAV di Trieste

Il Centro di Aiuto alla Vita, sorto con l’obiettivo di prevenire e far superare i problemi che potrebbero indurre la donna all’interruzione della gravidanza, è un’associazione di volontariato apartitica e aconfessionale.
E’ iscritto al n° 329 del nuovo registro regionale del Volontariato e come tale è O.N.L.U.S. (Organizzazione non lucrativa di utilità sociale). Sono ad essa applicabili pertanto sia la regolamentazione conseguente alla legge sul volontariato (266/91) che quella relativa alle O.N.L.U.S. (460/97). Le erogazioni liberali nei nostri confronti sono pertanto detraibili dall’IRPEF alle condizioni previste dall’art. 15, comma 1, lett. i bis, del D.P.R. 917/86. Inoltre Il CAV di Trieste è una Onlus, accreditata per la possibilità di destinare il 5°/°° dell’IRPeF a favore di associazioni di volontariato: per effettuare tale destinazione è necessario barrare l’apposita casella della denuncia dei redditi (Mod. 730 o Unico) ed indicare il codice fiscale del C.A.V. di Trieste che è 80028650325.
L’associazione ha esclusiva finalità di solidarietà sociale ed è aperta alla collaborazione di tutti, indipendentemente dall’appartenenza a diverse etnie e dalle convinzioni religiose, politiche.
I principali interventi attuati o garantiti a titolo gratuito dal Centro sono indicati nello statuto .

Organi dell’associazione sono:

  • l’assemblea dei soci
  • il consiglio direttivo
  • il presidente

Tutte le cariche sono svolte a titolo gratuito

Il consiglio direttivo dura in carica tre anni.
L’assemblea svoltasi il 27 marzo 2015, ha eletto il nuovo direttivo che resterà in carica nel triennio 2015-2017, nelle persone di Flavia Brandolisio, Chiara Morello, Laura Mullich, Nicoletta Neri Zannerini, Mirella Rando, Hannely Salvemini e Lucilla Taddei.
Sono state riconfermate Nicoletta Neri Zannerini presidente, Laura Mullich vicepresidente e Flavia Brandolisio segretaria.

volontari CAV Trieste convegno 2015

     volontari CAV Trieste – convegno 2015

Separatore

 

Aiutare a vivere, non solo a nascere

Titolo della prefazione di Claudio Magris a “Vite salvate” (Gianni Mussini, edizioni Interlinea)

E’ assai importante sapere che la mal conosciuta e grande attività del CAV non consiste, come molti credono, soltanto in una testimonianza del valore della vita e in un’esortazione a rispettarla, non si limita a predicare questo valore e nemmeno a essere spiritualmente vicini a chi ha difficoltà ad accettarlo e ad aiutare chi si trova in queste difficoltà a fare la giusta scelta.
Il CAV fa molto, molto di più; fa qualcosa che è molto più importante.
Non occorre la fede, preziosissima ma in questo caso non necessaria, basta la virtù laica della chiarezza e della logica razionale per sapere che ogni essere umano, in ogni fase anche debolissima della sua esistenza, ha diritto alla sopravvivenza e a vivere nella dignità. Chi sa questo, sa pure che non basta aiutare un individuo a nascere verbo che del resto significa assai poco, perché indica un momento, certo importante, della vita di un individuo (i nove mesi? sette? talvolta meno?), il quale esiste prima e dopo quel momento, che viene ufficializzato come il giorno del suo compleanno. Occorre aiutare un individuo a vivere ed è questo che fa il CAV.
I volontari del CAV non fanno propaganda demografica. I volontari del CAV semplicemente cercano di aiutare i figli che già ci sono e i genitori che non vogliono perderli; rispettare i viventi: non l’astratto incensamento della Vita, ma il concreto rispetto e amore del fratello vivente muove la straordinaria, generosa, illuminata opera del CAV.
Il CAV,  disse una volta Marisa a un assessore della sanità del Friuli Venezia Giulia, opera secondo l’auspicio della legge 194 (la quale invita a cercare di evitare l’aborto rimuovendo le cause e superando le difficoltà che spingono nella sua direzione): non va a dare consigli non richiesti ma accoglie e aiuta le donne che desiderano non abortire nonostante gravi difficoltà.
Naturalmente ognuno sa che un individuo viene tanto più amato quanto più la sua umanità si è sviluppata e quanto più la sua esistenza si intreccia a quella degli altri: ma guai far dipendere il diritto di un individuo alla sopravvivenza dall’amore e dall’affetto che altri hanno per lui o, peggio ancora, dalle sue capacità e dalle sue prestazioni. Se si ragionasse in questo modo, si finirebbe per considerare meno degni o indegni di vivere tutti i disabili, i malati, i deboli, i dannati della terra che l’età, la sventura o l’oppressione mutilano nella loro umanità, non per questo meno creata a immagine e somiglianza di Dio.
Il CAV professa e traduce in pratica questo concreto solidale rispetto dell’individuo in ogni fase della sua esistenza, questo concreto amore cristiano del prossimo che significa pure tutela democratica e civile dei diritti di ogni cittadino. Questa solidarietà non può certo limitarsi e, come dimostra l’attività del CAV, non si limita al momento della gravidanza e della nascita. L’individuo che nasce e tanto più chi nasce fra difficoltà che avrebbero potuto stroncare la sua esistenza va aiutato e seguito, come ogni bambino, insieme ai suoi genitori finché ne ha bisogno. Il CAV si preoccupa di assistere genitori per lo più, ma non soltanto, madri sole e bambini; di trovare loro casa, lavoro, sostentamento, di occuparsi dei bambini affinché la madre possa dedicarsi al lavoro.
Grazie all’attività di Marisa, ho visto in questi anni non solo nascere, ma crescere ragazzi e ragazze; li ho visti venire aiutati nelle scelte scolastiche e tante volte diventare, come le loro madri, persone di famiglia, il cui affetto e la cui amicizia per me sono, adesso, non meno importanti del nostro per loro.